Habemus Papam Franciscum

Foto di: Gian­ni Fan­tauz­zi

Testo di: Ros­sa­na Sapo­ri

Un italiano o italiana a Roma…

Habemus Papam Franciscum

Fuma­ta Bian­ca Habe­mus Papam Fran­ci­scum

Vi sie­te mai chie­sti quan­do un ita­lia­na o ita­lia­no van­no a Roma? …

Beh se faces­si il ver­so a qual­che mia ami­ca fashion addict direi pro­ba­bil­men­te in sta­gio­ne di sal­di, oppu­re se mi imme­de­si­mas­si in qual­che ope­ra­io che rischia il posto di lavo­ro direi quan­do è il caso di pro­te­sta­re davan­ti a Mon­te­ci­to­rio, infi­ne se aves­si biso­gno di espia­re del­le col­pe o di sen­tir­mi rin­fran­ca­ta sicu­ra­men­te in occa­sio­ne dell’Angelus Papa­le.

Già però a memo­ria di anzia­no, non è mai acca­du­to che pro­prio duran­te il mese più cor­to dell’anno, lo scor­so feb­bra­io (e non è anche bise­sti­le quin­di pos­sia­mo lasciar fuo­ri ogni tipo di super­sti­zio­ne) che in Ita­lia ci ritro­vas­si­mo con­tem­po­ra­nea­men­te sen­za gover­no, papa, capo del­la poli­zia e ben pre­sto anche sen­za pre­si­den­te del­la repub­bli­ca. 

Vista con gli occhi di un cro­ni­sta di qual­che testa­ta stra­nie­ra tra le più bla­so­na­te,  pro­ba­bil­men­te l’Italia potreb­be sem­bra­re in pre­da ad una ina­spet­ta­ta, incon­sue­ta e deva­stan­te sin­dro­me anar­chi­ca.

Ecco cosa fa allo­ra un Ita­lia­na di pro­vin­cia .. la dove le gior­na­te scor­ro­no len­te pio­vo­se e gri­gie com­pli­ce la bas­sa pres­sio­ne, .. va a Roma.   Così tan­to per vede­re e capi­re bene l’aria che tira..

Nell’immaginario turi­sti­co ovvia­men­te la cit­tà eter­na è quel­la di vacan­ze roma­ne, del­le foto all’ombra dei fori impe­ria­li, e del­le grat­ta­chec­che con­su­ma­te per spi­ri­to di emu­la­zio­ne davan­ti di Castel Sant’Angelo.  

Cer­to i tem­pi sono un po’ cam­bia­ti e dob­bia­mo ovvia­men­te ade­guar­ci anche ai luc­chet­ti di Moc­cia, ai ven­di­to­ri di ai sema­fo­ri e ai men­di­can­ti che sem­pre più lastri­ca­no i cari vec­chi san­pie­tri­ni. Ma la curio­si­tà è trop­po for­te e la neces­si­tà di toc­ca­re con mano è incon­trol­la­bi­le.

Il viag­gio che io e l’obiettivo di Gian­ni abbia­mo intra­pre­so di buon ora vuo­le cer­ca­re di capi­re se anche Roma con tut­te le sue con­trad­di­zio­ni è anco­ra lì.  Eter­na­men­te ada­gia­ta sui suoi col­li, maga­ri un po’ acciac­ca­ta e arrug­gi­ni­ta, ma anco­ra lì immo­bi­le a guar­da­re il fiu­me di raz­ze, colo­ri, occhi e odo­ri che quo­ti­dia­na­men­te sem­bra­no usci­re dal­le sue visce­re e popo­la­re le stra­de del cen­tro come quel­le di peri­fe­ria.

Silen­te guar­da osser­va anche quest’ultima incon­sue­ta occa­sio­ne. L’elezione di un nuo­vo Pon­te­fi­ce e non per neces­si­tà stra­na­men­te, ma per scel­ta. Chis­sà cosa avrà pen­sa­to Roma quan­do ha sapu­to che anche colui che da sem­pre rico­pre il ruo­lo eter­no, si esat­ta­men­te il Som­mo Pasto­re del fiu­me di gen­te che la popo­la e oltre, davan­ti al vor­ti­ce dei cam­bia­men­ti di sti­le e costu­me ha det­to PASSO.

Beh sicu­ra­men­te avrà fat­to spal­luc­ce e poi can­di­da­men­te avreb­be det­to rifa­cen­do un po’ il ver­so alla Magna­ni… “Ma gua­da ‘n po’ che me toc­ca vedé”. E che dire… giro­va­gan­do qua e la tra le stra­de del cen­tro non sem­bra che i Roma­ni e non, abbia­mo la men ché mini­ma idea o coscien­za che per la pri­ma vol­ta nel­la sto­ria (no.. la secon­da) qual­cu­no abbia det­to PASSO. In gene­re la par­ti­ta è gio­ca­ta fino alla fine, che si vin­ca o si per­da, non si abban­do­na mai la posta sul tavo­lo.

Ecco che però arri­van­do a via del­la Con­ci­lia­zio­ne – tra i ven­di­to­ri di acqua che pro­ba­bil­men­te pen­sa­no ad un Con­cla­ve lun­go e anno­so, viste le scor­te espo­ste.. ci tro­via­mo a cam­mi­na­re in mez­zo ad un fiu­me di gen­te sor­ri­den­te e gio­io­sa. Opss.. sem­pre più stra­no.. ma come è pos­si­bi­le che Noè lascia l’Arca sot­to il dilu­vio e tut­ti gli ani­ma­li che la popo­la­no gioi­sco­no?

Mira­co­lo dell’indole uma­na, inve­ce di addo­lo­rar­ci per qual­cu­no che ha det­to basta, gio­ia­mo per colui che pren­de­rà in mano la pata­ta bol­len­te.

Sia­mo in mez­zo a un fiu­me di gen­te e respi­ria­mo la spe­ran­za sot­to una piog­gia bat­ten­te e un cie­lo plum­beo.. con gli occhi in su a guar­da­re un comi­gno­lo.. che pri­ma o poi ci dirà come andrà a fini­re… ma nes­su­no intor­no a noi sem­bra aver timo­re del futu­ro, anzi è come se in que­sto futu­ro incer­to ripon­ga tut­te le sue spe­ran­ze.

Ed ecco che la piog­gia len­ta­men­te ces­sa e si scor­ge quel che tut­ti abbia­mo atte­so per ore, una FUMATA.. BIANCA. A quan­to pare l’accordo è sta­to velo­ce, chia­ro e deci­so. E ora.. ??? i vol­ti che ci cir­con­da­no dal­le etnie più dispa­ra­te espri­mo­no curio­si­tà, gio­ia e la spe­ran­za che sia “quel” colui tan­to han­no spe­ra­to a rap­pre­sen­tar­li.

La ban­da, l’inno, tut­ta la solen­ni­tà e l’ufficialità del momen­to lascia­no il posto al pia­ce­re dell’attesa. C’è qual­cu­no che ogni tan­to cre­de di scor­ge­re una qual­che ombra alla cele­ber­ri­ma fine­stra.. i gior­na­li­sti di mez­zo mon­do non fan­no altro che ripe­te­re le stes­se cose da ore.. dan­do un ruo­lo di pro­ta­go­ni­sta anche ad un pove­ro pic­cio­ne che vola­va li per caso.

 C’abbiamo il Papa.. lascia­te­me­lo dire in Ita­lia­no.. Fran­ce­sco I…. Fran­ce­sco????? Sem­bra più un nome da impe­ra­to­re che da san­to.. poi intui­sco la meta­fo­ra. Ecco si il pri­mo Fran­ce­sco del­la sto­ria.. oltre al quel­lo vero in car­ne ed ossa! Un altro Fran­ce­sco venu­to dal­la ter­ra del­la pas­sio­ne e del riscat­to degli Ita­lia­ni reiet­ti dal­la patria a met­te­re ordi­ne in una comu­ni­tà dove da trop­po tem­po regna il caos. Il viso, per quan­to pos­sia­mo vede­re noi da quag­giù, sem­bra quel­lo di un uomo che sa di aver accet­ta­to un com­pi­to ingra­to. Intor­no a noi tut­ti sor­ri­do­no e gioi­sco­no… pen­so: due gior­ni per tro­va­re qual­cu­no che si accol­la sul­le spal­le il com­pi­to di ricom­pat­ta­re una comu­ni­tà, un mese e anco­ra stia­mo aspet­tan­do che qualcun’altro si deci­da a seder­si sul­lo scran­no del nostro gover­no e issa­re la vela. Che sia il caso di chie­de­re con­si­glio ai mem­bri del Con­cla­ve?

 

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